istruzione e cultura

Scuola dell'infanzia: la situazione oggi

SCUOLA DELL’INFANZIA FENAROLI:

Aggiornamenti
Il Comune ha deciso di mantenere il
finanziamento di 230.000 euro complessivi per le famiglie che hanno figli che frequentano scuole dell’infanzia. La quota totale è invariata rispetto allo scorso anno, ma è diverso il criterio di distribuzione: non più una quota “a pioggia” per l’abbattimento della retta (70.000), ma l’intera somma in quota percentuale progressiva: dal 60% a chi ha fino a 8.000 euro di isee al 10% per chi ne ha fino a 28.000

Il nostro parere:
- La quota stanziata dal Comune (soldi pubblici di tutti noi cittadini) ci pare giusto vada a coloro che ne hanno più bisogno. Chi è “ricco” può pagare l’intera cifra da solo, senza bisogno di aiuti.
- I soldi destinati alla scuola dell’infanzia, sono molti:
circa 1.000 euro a testa medi. Sappiamo che qualcuno si lamenta dicendo che siano pochi, ma a noi pare uno stanziamento più che adeguato per una scuola che chiede a chi la frequenta una retta medio-alta.
- La scuola Fenaroli ha in pendenza una
sanzione, il cui pagamento è stato stabilito da una sentenza della Cassazione, per un danno all’erario. Dovrà pagare diverse centinaia di migliaia di euro nei prossimi anni. Sostiene di poterlo fare “da sola”, ma contemporaneamente sostiene di non poter fare a meno del contributo di 70.000 euro del Comune. La contraddizione è evidente. Dato che i soldi che la scuola chiede sono dei cittadini, ci sembrerebbe giusto che la scuola dicesse pubblicamente a quanto ammonta la sanzione, come intende pagarla e perché può trovare fondi straordinari per una cifra pazzesca e quelli per la gestione ordinaria deve invece chiederli al Comune.

Conclusione
Secondo noi, la questione si risolverebbe in modo giusto per la comunità e pacifico per tutti chiedendo di istituire una scuola dell’infanzia statale.
La Fenaroli potrebbe continuare il suo operato e le famiglie potrebbero scegliere se preferiscono una scuola religiosa (con una retta che supera i 200 euro mensili) o laica (pagando la sola mensa).

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Scuola dell'infanzia pubblica e privata

Quanti comuni in provincia di Brescia hanno una scuola dell’infanzia pubblica? Quanti abitanti della provincia possono quindi scegliere tra scuola pubblica e scuola privata? Alcuni dati come contributo al ragionamento sulla scuola dell’infanzia a Rodengo Saiano.

leggi il documento

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Finanziamenti alle scuole - la nostra posizione al Consiglio comunale del 13 luglio 2015

il nostro commento

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Consiglio Comunale del 12 agosto 2013

Abbiamo chiesto all’Amministrazione Comunale:
1) spiegazioni sulla
fumata nera della centrale a biomassa del 2 agosto. Ci è stato risposto che pare essere tutto in regola, ma, visto che siamo già al secondo incidente dopo soli pochi mesi di esercizio, l’Arpa chiederà all’azienda di applicare maggiori controlli.

leggi l’interrogazione

2) perché sono penalizzati i venditori di prodotti locali al mercato settimanale. Ci è stato risposto che il numero dei produttori è determinato dalla legge, ma il fatto di penalizzarli con una interruzione di tre mesi su dodici è una precisa scelta di questa Amministrazione. Scelta che noi non condividiamo.

leggi l’interrogazione

Abbiamo discusso il piano del diritto allo studio, sul quale abbiamo votato a favore, pur facendo alcune osservazioni:
- si potrebbe
spendere molto meno per gli autobus scolastici incentivando il piedibus.
- abbiamo chiesto all’Amministrazione, che dall’anno scorso ha tolto il finanziamento a bilancio per questa voce, un impegno nello stanziare fondi straordinari per i
mediatori culturali, se la scuola ne farà richiesta. La proposta è stata accolta.
- abbiamo osservato che alla scuola materna, a fronte di un importante finanziamento
pubblico, è stata scelta la coordinatrice del servizio in maniera assolutamente privata. Avremmo preferito l’indizione di un pubblico concorso.

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Consiglio Comunale del 22 agosto - Piano del diritto allo studio

Lo abbiamo approvato (voto favorevole) perché, a fronte di drastici tagli operati in altri settori a causa della situazione economica attuale, la parte del diritto allo studio è stata lasciata il più possibile invariata.

Condividiamo il fatto che all’istruzione venga destinata un’attenzione prioritaria.

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